{"id":694,"date":"2026-07-16T20:46:58","date_gmt":"2026-07-16T18:46:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.heritageccomcuneo.it\/?page_id=694"},"modified":"2026-07-16T20:46:58","modified_gmt":"2026-07-16T18:46:58","slug":"approfondimento","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.heritageccomcuneo.it\/?page_id=694","title":{"rendered":"Approfondimento"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Una necessaria premessa: l\u2019importanza delle carte d\u2019archivio. Gli archivi costituiscono in genere un prezioso deposito della memoria storica, perch\u00e9 le fonti scritte che vi si conservano sono determinanti per la ricostruzione di fatti, eventi, figure, fenomeni, da molteplici punti di vista. Nel caso specifico l\u2019archivio della Camera di commercio, ente di primaria importanza per il mondo socio-economico del territorio, conserva un vasto patrimonio di documenti quali registri, pratiche, verbali, statistiche, licenze, autorizzazioni, descrizioni di propriet\u00e0, stanziamenti finanziari, rendiconti, bilanci, censimenti e altri atti riferiti a procedimenti amministrativi che sostengono l\u2019attivit\u00e0 di ditte commerciali, artigianali, agricole e industriali, individuali o societarie, che costituiscono la linfa vitale dell\u2019economia locale e nazionale. Ad una prima impressione potrebbe sembrare che questi atti siano lontani o poco significativi per la storia e invece l\u2019evoluzione degli strumenti e dei metodi della ricerca storica di questi ultimi anni ci dice che anche una documentazione amministrativa, fiscale, commerciale, statistica, apparentemente fredda nei numeri, negli enunciati, nella formulazione burocratica, pu\u00f2 restituirci particolari interessanti e piste d\u2019indagine stimolanti per l\u2019analisi storiografica di un contesto socio-economico-culturale in una determinata epoca. Analogamente ad altre tipologie di fonti anche questi documenti richiedono un approccio specifico, strategie di utilizzo e metodi di interpretazione che devono relazionarsi alla complessit\u00e0 del lavoro di ricerca storica. Un semplice documento, una fattura o una licenza commerciale \u201cnon fanno la storia\u201d, anzi, a volte tra le carte conservate negli archivi si incontrano elementi di contraddizione e di confusione: occorrono competenza e molta prudenza nell\u2019interpretare dati, numeri, rendiconti, relazioni sull\u2019andamento economico del territorio e il loro rapporto con il contesto sociale nel quale sono immersi. Per questo il singolo documento va sempre comparato con altre fonti e contestualizzato alla microstoria locale e alla storia generale, con un processo di osmosi tra le due dimensioni che favorisce un vero percorso di conoscenza della storia, in grado di far incontrare e collocare nel tempo un determinato fenomeno, di ricostruirne la cronologia, di mettere a fuoco gli eventi o i fatti che lo hanno contraddistinto (guerre, movimenti migratori, crisi economiche, progresso sociale, sviluppo strutturale, distribuzione di insediamenti e attivit\u00e0 lavorative, eccetera), di individuare le relazioni, le ricadute sulla popolazione locale, la sequenzialit\u00e0, la scansione in rapporto a determinati periodi, per far s\u00ec che lo studio del passato serva a meglio comprendere il presente e a guardare al futuro in modo pi\u00f9 consapevole. Il patrimonio archivistico della Camera di commercio Sono passati oltre trent\u2019anni dall\u2019analisi che la studiosa Emma Mana rivolse all\u2019archivio della Camera di commercio di Cuneo . La fotografia che emergeva dalla sua trattazione presentava una notevole consistenza del patrimonio archivistico, ma anche una precariet\u00e0 di conservazione, una grave lacuna e frammentariet\u00e0 nei documenti pi\u00f9 vecchi andati purtroppo distrutti nei primi due decenni del Novecento e soprattutto la necessit\u00e0 di un intervento di catalogazione e risistemazione dei fondi, per tutelarne la conservazione e assicurarne l\u2019accesso e la fruibilit\u00e0 a studiosi e ricercatori. Veniva anche evidenziato che l\u2019archivio si trovava dislocato in parte presso i locali della Camera di commercio ed in parte presso l\u2019Istituto Storico della Resistenza che, all\u2019inizio degli anni Settanta, ne aveva salvato uno spezzone dalla distruzione. Per la parte collocata presso l\u2019Istituto Storico veniva fornita una precisa elencazione dei documenti che coprono l\u2019arco temporale dal 1921 al 1945 e tale inventario \u00e8 tuttora disponibile in forma cartacea presso l\u2019Istituto. Da allora la situazione \u00e8 rimasta immutata per quanto concerne questa suddivisione, ma presso la Camera di commercio si \u00e8 provveduto a recuperare ulteriori spazi in uffici e magazzini e a compilare un elenco pi\u00f9 completo dei materiali (ora disponibile anche informatizzato). Non esiste ancora, al momento, un preciso inventario, ma \u00e8 in corso un progetto di riordino e di schedatura di tutto il materiale conservato ed \u00e8 auspicabile che quanto prima questo indispensabile strumento venga completato. Inoltre tutte le pratiche del Registro delle imprese, operativo dal 1996, sono archiviate otticamente, cos\u00ec come lo sono gli atti depositati ai preesistenti &#8220;registri delle societ\u00e0&#8221; nella fase transitoria dal 1994 al 1996. Il registro delle imprese \u00e8 perci\u00f2 accessibile dalla rete Internet in tempo reale, su tutto il territorio nazionale. Parimenti, tutte le pratiche presentate agli uffici del registro imprese camerali sono telematiche con firma digitale (per le societ\u00e0 dal 2003, per le imprese individuali dal 2010). Ai documenti conservati, che riflettono le competenze e le attivit\u00e0 dell\u2019ente camerale e il loro cambiare nel tempo, si aggiungono raccolte di documenti di altri enti, connessi all\u2019attivit\u00e0 della Camera stessa, che costituiscono veri archivi aggregati e che arricchiscono notevolmente il patrimonio documentario. In sintesi questi fondi si riferiscono all\u2019Ufficio provinciale industria, commercio e artigianato, all\u2019Ufficio provinciale di collocamento (1935- 1938), al Consorzio volontario per la tutela sanitaria del bestiame (1946- 1969); all\u2019Azienda autonoma studi e assistenza alla montagna (operante in seno alla Camera di commercio tra il 1952 e il 1977, fino al trasferimento delle competenze alla Regione), al Consiglio provinciale dell\u2019artigianato, ora Centro estero Alpi del mare (azienda speciale della Camera di commercio). In questi ultimi tempi l\u2019archivio sta sistemando un nuovo e importante settore, quello del materiale fotografico d\u2019epoca. Le fotografie in possesso dell\u2019ente camerale, documentano avvenimenti significativi locali, convegni, manifestazioni, persone eccetera da circa un secolo, come ad esempio l\u2019inaugurazione della linea ferroviaria dalla stazione dell\u2019altipiano di Cuneo a Nizza nel 1937 o la visita di Alcide De Gasperi a Cuneo nel 1951. \u00c8 questo un nuovo tassello archivistico che non mancher\u00e0 di suscitare interesse per la ricerca storica. Citiamo appena, inoltre, la ricca biblioteca che costituisce l\u2019altro pilastro culturale della Camera di commercio e che dal 2001 fa parte del Servizio Bibliotecario Nazionale. Essa ha un catalogo on line che parte da pubblicazioni di met\u00e0 \u2018800, consta di pi\u00f9 di 19.000 volumi e opuscoli e comprende monografie e periodici di carattere economico e storico-economico, annuari statistici, censimenti, rapporti, repertori e relazioni economiche, pubblicazioni sulla provincia di Cuneo e sulla sua economia; comprende inoltre una sezione dedicata alle pubblicazioni dell\u2019Unione europea e il fondo bibliografico acquisito dalla sede di Cuneo della Banca d\u2019Italia. Conserva numerosi periodici editi in provincia e interessanti raccolte di giornali e periodici stampati tra Ottocento e Novecento, oltre alla produzione editoriale completa dell\u2019ente camerale. Un patrimonio che si va segnalando, infine, come importantissimo e che costituisce la liaison forte tra l\u2019archivio storico e la biblioteca sono le tesi di laurea acquisite dal 1990, giunte a superare il numero di 150, afferenti discipline diverse, ma sempre attinenti alla realt\u00e0 socio-economico-culturale e alla storia del territorio provinciale cuneese. In conclusione mi sia consentita un\u2019annotazione personale. Ho avuto modo di sperimentare, in pi\u00f9 occasioni, quanto l\u2019archivio e la biblioteca della Camera di commercio di Cuneo siano un luogo di documentazione importante. Cito solo tre indagini alle quali ho lavorato recentemente, che hanno avuto sviluppi inediti proprio grazie a quanto si \u00e8 potuto qui consultare: la storia della lavanda in Valle Gesso, la storia della canapa in Valle Grana e la storia dell\u2019istruzione a Cuneo e nelle valli alpine. Per questo sottolineo l\u2019importanza e l\u2019unicit\u00e0 dell\u2019archivio e della biblioteca camerale come fonti per la storia economica e sociale e sono grato alla Camera di commercio per la disponibilit\u00e0 e la collaborazione offerta alla ricerca storica.<\/em> <em>La Camera, che fu l&#8217;organo propulsore e promotore di studi iniziative ed interventi non solo nel settore commerciale ma anche in quello agricolo e industriale, contribu\u00ec alla diffusione dell&#8217;insegnamento agrario, all&#8217;apertura di una scuola enologica ad Alba e alla costituzione della Societ\u00e0 bacologica Alto Piemonte.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una necessaria premessa: l\u2019importanza delle carte d\u2019archivio. Gli archivi costituiscono in genere un prezioso deposito della memoria storica, perch\u00e9 le fonti scritte che vi si conservano sono determinanti per la ricostruzione di fatti, eventi, figure, fenomeni, da molteplici punti di vista. 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