Una necessaria premessa: l’importanza delle carte d’archivio. Gli archivi costituiscono in genere un prezioso deposito della memoria storica, perché le fonti scritte che vi si conservano sono determinanti per la ricostruzione di fatti, eventi, figure, fenomeni, da molteplici punti di vista. Nel caso specifico l’archivio della Camera di commercio, ente di primaria importanza per il mondo socio-economico del territorio, conserva un vasto patrimonio di documenti quali registri, pratiche, verbali, statistiche, licenze, autorizzazioni, descrizioni di proprietà, stanziamenti finanziari, rendiconti, bilanci, censimenti e altri atti riferiti a procedimenti amministrativi che sostengono l’attività di ditte commerciali, artigianali, agricole e industriali, individuali o societarie, che costituiscono la linfa vitale dell’economia locale e nazionale. Ad una prima impressione potrebbe sembrare che questi atti siano lontani o poco significativi per la storia e invece l’evoluzione degli strumenti e dei metodi della ricerca storica di questi ultimi anni ci dice che anche una documentazione amministrativa, fiscale, commerciale, statistica, apparentemente fredda nei numeri, negli enunciati, nella formulazione burocratica, può restituirci particolari interessanti e piste d’indagine stimolanti per l’analisi storiografica di un contesto socio-economico-culturale in una determinata epoca. Analogamente ad altre tipologie di fonti anche questi documenti richiedono un approccio specifico, strategie di utilizzo e metodi di interpretazione che devono relazionarsi alla complessità del lavoro di ricerca storica. Un semplice documento, una fattura o una licenza commerciale “non fanno la storia”, anzi, a volte tra le carte conservate negli archivi si incontrano elementi di contraddizione e di confusione: occorrono competenza e molta prudenza nell’interpretare dati, numeri, rendiconti, relazioni sull’andamento economico del territorio e il loro rapporto con il contesto sociale nel quale sono immersi. Per questo il singolo documento va sempre comparato con altre fonti e contestualizzato alla microstoria locale e alla storia generale, con un processo di osmosi tra le due dimensioni che favorisce un vero percorso di conoscenza della storia, in grado di far incontrare e collocare nel tempo un determinato fenomeno, di ricostruirne la cronologia, di mettere a fuoco gli eventi o i fatti che lo hanno contraddistinto (guerre, movimenti migratori, crisi economiche, progresso sociale, sviluppo strutturale, distribuzione di insediamenti e attività lavorative, eccetera), di individuare le relazioni, le ricadute sulla popolazione locale, la sequenzialità, la scansione in rapporto a determinati periodi, per far sì che lo studio del passato serva a meglio comprendere il presente e a guardare al futuro in modo più consapevole. Il patrimonio archivistico della Camera di commercio Sono passati oltre trent’anni dall’analisi che la studiosa Emma Mana rivolse all’archivio della Camera di commercio di Cuneo . La fotografia che emergeva dalla sua trattazione presentava una notevole consistenza del patrimonio archivistico, ma anche una precarietà di conservazione, una grave lacuna e frammentarietà nei documenti più vecchi andati purtroppo distrutti nei primi due decenni del Novecento e soprattutto la necessità di un intervento di catalogazione e risistemazione dei fondi, per tutelarne la conservazione e assicurarne l’accesso e la fruibilità a studiosi e ricercatori. Veniva anche evidenziato che l’archivio si trovava dislocato in parte presso i locali della Camera di commercio ed in parte presso l’Istituto Storico della Resistenza che, all’inizio degli anni Settanta, ne aveva salvato uno spezzone dalla distruzione. Per la parte collocata presso l’Istituto Storico veniva fornita una precisa elencazione dei documenti che coprono l’arco temporale dal 1921 al 1945 e tale inventario è tuttora disponibile in forma cartacea presso l’Istituto. Da allora la situazione è rimasta immutata per quanto concerne questa suddivisione, ma presso la Camera di commercio si è provveduto a recuperare ulteriori spazi in uffici e magazzini e a compilare un elenco più completo dei materiali (ora disponibile anche informatizzato). Non esiste ancora, al momento, un preciso inventario, ma è in corso un progetto di riordino e di schedatura di tutto il materiale conservato ed è auspicabile che quanto prima questo indispensabile strumento venga completato. Inoltre tutte le pratiche del Registro delle imprese, operativo dal 1996, sono archiviate otticamente, così come lo sono gli atti depositati ai preesistenti “registri delle società” nella fase transitoria dal 1994 al 1996. Il registro delle imprese è perciò accessibile dalla rete Internet in tempo reale, su tutto il territorio nazionale. Parimenti, tutte le pratiche presentate agli uffici del registro imprese camerali sono telematiche con firma digitale (per le società dal 2003, per le imprese individuali dal 2010). Ai documenti conservati, che riflettono le competenze e le attività dell’ente camerale e il loro cambiare nel tempo, si aggiungono raccolte di documenti di altri enti, connessi all’attività della Camera stessa, che costituiscono veri archivi aggregati e che arricchiscono notevolmente il patrimonio documentario. In sintesi questi fondi si riferiscono all’Ufficio provinciale industria, commercio e artigianato, all’Ufficio provinciale di collocamento (1935- 1938), al Consorzio volontario per la tutela sanitaria del bestiame (1946- 1969); all’Azienda autonoma studi e assistenza alla montagna (operante in seno alla Camera di commercio tra il 1952 e il 1977, fino al trasferimento delle competenze alla Regione), al Consiglio provinciale dell’artigianato, ora Centro estero Alpi del mare (azienda speciale della Camera di commercio). In questi ultimi tempi l’archivio sta sistemando un nuovo e importante settore, quello del materiale fotografico d’epoca. Le fotografie in possesso dell’ente camerale, documentano avvenimenti significativi locali, convegni, manifestazioni, persone eccetera da circa un secolo, come ad esempio l’inaugurazione della linea ferroviaria dalla stazione dell’altipiano di Cuneo a Nizza nel 1937 o la visita di Alcide De Gasperi a Cuneo nel 1951. È questo un nuovo tassello archivistico che non mancherà di suscitare interesse per la ricerca storica. Citiamo appena, inoltre, la ricca biblioteca che costituisce l’altro pilastro culturale della Camera di commercio e che dal 2001 fa parte del Servizio Bibliotecario Nazionale. Essa ha un catalogo on line che parte da pubblicazioni di metà ‘800, consta di più di 19.000 volumi e opuscoli e comprende monografie e periodici di carattere economico e storico-economico, annuari statistici, censimenti, rapporti, repertori e relazioni economiche, pubblicazioni sulla provincia di Cuneo e sulla sua economia; comprende inoltre una sezione dedicata alle pubblicazioni dell’Unione europea e il fondo bibliografico acquisito dalla sede di Cuneo della Banca d’Italia. Conserva numerosi periodici editi in provincia e interessanti raccolte di giornali e periodici stampati tra Ottocento e Novecento, oltre alla produzione editoriale completa dell’ente camerale. Un patrimonio che si va segnalando, infine, come importantissimo e che costituisce la liaison forte tra l’archivio storico e la biblioteca sono le tesi di laurea acquisite dal 1990, giunte a superare il numero di 150, afferenti discipline diverse, ma sempre attinenti alla realtà socio-economico-culturale e alla storia del territorio provinciale cuneese. In conclusione mi sia consentita un’annotazione personale. Ho avuto modo di sperimentare, in più occasioni, quanto l’archivio e la biblioteca della Camera di commercio di Cuneo siano un luogo di documentazione importante. Cito solo tre indagini alle quali ho lavorato recentemente, che hanno avuto sviluppi inediti proprio grazie a quanto si è potuto qui consultare: la storia della lavanda in Valle Gesso, la storia della canapa in Valle Grana e la storia dell’istruzione a Cuneo e nelle valli alpine. Per questo sottolineo l’importanza e l’unicità dell’archivio e della biblioteca camerale come fonti per la storia economica e sociale e sono grato alla Camera di commercio per la disponibilità e la collaborazione offerta alla ricerca storica. La Camera, che fu l’organo propulsore e promotore di studi iniziative ed interventi non solo nel settore commerciale ma anche in quello agricolo e industriale, contribuì alla diffusione dell’insegnamento agrario, all’apertura di una scuola enologica ad Alba e alla costituzione della Società bacologica Alto Piemonte.
